{"id":3401,"date":"2022-02-16T12:25:49","date_gmt":"2022-02-16T11:25:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/?p=3401"},"modified":"2024-03-19T12:34:50","modified_gmt":"2024-03-19T11:34:50","slug":"giovanni-ferrara-e-una-vita-professionale-in-coconino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/giovanni-ferrara-e-una-vita-professionale-in-coconino\/","title":{"rendered":"Giovanni Ferrara e una vita (professionale) in Coconino"},"content":{"rendered":"<p><em>Articolo originale pubblicato <a href=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/giovanni-ferrara-e-una-vita-professionale-in-coconino\/\">qui.<\/a><\/p>\n<p>Dopo una lunga carriera professionale all&#8217;interno della casa editrice, <strong>Giovanni Ferrara<\/strong> \u00e8 diventato direttore editoriale di <strong>Coconino Press<\/strong> verso la fine del 2021. Insieme a lui ripercorriamo i punti salienti della sua vita professionale, la storia della casa editrice e il futuro che ha davanti a lei.<\/em><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-302714\" src=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Logo-Coconino-01.jpg\" alt=\"Logo-Coconino-01\" width=\"400\" height=\"245\" \/>Benvenuto su Lo Spazio Bianco, Giovanni.<br \/>\nIniziamo con qualche notizia personale: che ricordi hai del primo approccio ai fumetti, cosa ti piaceva leggere, quali letture (tra infanzia e adolescenza) han formato la tua prima cultura fumettistica.<br \/>\n<\/strong>La mia passione per il fumetto si \u00e8 accompagnata da sempre a quella per la letteratura, il cinema e la musica. Potrei dire che ha preso il sopravvento sulle altre soltanto in et\u00e0 adulta e, soprattutto, negli ultimi anni. Tra le primissime letture che hanno conquistato la mia immaginazione ci sono sicuramente la Pimpa di Altan e la Stefi di Grazia Nidasio, sul <em>Corriere dei Piccoli<\/em>. Le storie dei paperi, quelle in particolare, che mi aspettavano nella cassetta della posta (sono stato abbonato a <em>Topolino<\/em> per tanti anni) e i fumetti Bianconi: ho divorato e amato tutti quelli che ho trovato nell\u2019edicola sotto casa: Braccio di Ferro, Geppo il diavolo buono, ma anche Soldino, Nonna Abelarda e Felix. Ho trascorso in loro compagnia buona parte della mia infanzia. Da adolescente direi soltanto il <em>Dylan Dog<\/em> di Sclavi, e poco altro. Ho riscoperto il fumetto negli anni universitari. Se studiavi a Bologna era praticamente impossibile non imbattersi in Andrea Pazienza e non avere la netta sensazione che quelle storie, a distanza di anni (e per sempre, forse?) parlassero di te. E poi grazie a Will Eisner &#8211; <em>Verso la tempesta <\/em>era appena stato pubblicato dalla Puntozero &#8211; mi sembr\u00f2 che raccontasse il Novecento molto meglio di gran parte dei libri di storia che avevo avuto tra le mani.<\/p>\n<p><strong>Come sei entrato nel mondo dell&#8217;editoria?<br \/>\n<\/strong>Ho avuto spesso l\u2019impressione che siano stati i libri a indicarmi il percorso. All\u2019ultimo anno delle superiori un professore mi ha messo tra le mani un romanzo, <em>Boccalone<\/em>. Una storia vera piena di bugie, di Enrico Palandri. \u00c8 una storia d\u2019amore che sullo sfondo ha il \u201977 bolognese, i carri armati mandati da Cossiga contro gli studenti dopo l\u2019uccisione dello studente Francesco Lo Russo, la creativit\u00e0 e la socialit\u00e0 sfrontata di quel periodo. Quel libro mi ha fatto innamorare di Bologna, ho scelto la citt\u00e0 ancor prima della facolt\u00e0 universitaria e senza averci mai messo piede. Gli anni universitari sono stati fondamentali per la mia formazione, anche per l\u2019offerta culturale che ti offriva la citt\u00e0, ricordo giornate intere trascorse al Lumi\u00e8re, la cineteca, la scoperta dei grandi registi. E sono arrivato seguendo le letture della mia adolescenza anche a Torino, alla Scuola Holden fondata da Alessandro Baricco. Mentre ero l\u00ec, tra le altre cose, ho avuto la possibilit\u00e0 di incontrare proprio l\u2019autore di quel libro che mi aveva portato a Bologna, realizzando (con due colleghi del corso) un documentario in cui incontravamo tutti i protagonisti del romanzo (erano tutti personaggi reali) 25 anni dopo la sua uscita. Quel documentario (si intitola <em>Il Popolo alto<\/em>) mi ha permesso di iniziare a lavorare con la Fandango, la casa di produzione fondata da Domenico Procacci, che in quel periodo stava producendo <em>Lavorare con lentezza<\/em>, il film su Radio Alice. Ho fatto una lunga trafila che mi ha portato con il tempo a diventare editor di narrativa. Quando Fandango ha acquisito Coconino Press, dando vita a un piccolo gruppo editoriale, ho iniziato progressivamente a occuparmi anche di Coconino, e in maniera pi\u00f9 esclusiva durante la direzione di Ratigher.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-302715\" src=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Quartieri-lontani-copertina.jpg\" alt=\"Quartieri-lontani-copertina\" width=\"400\" height=\"564\" \/>In Coconino hai avuto a che fare da subito con professionisti del settore dai quale hai potuto imparare anche solo guardando. Ti andrebbe di ricordare i primissimi anni di lavoro con la casa editrice e, nonostante non sia una vita fa, quanto quel periodo lo vedi e senti lontano e, se s\u00ec, per quale motivo?<br \/>\n<\/strong>La mia formazione professionale, come appena raccontato, avviene prevalentemente all\u2019interno di Fandango Libri. Posso dire di aver iniziato a collaborare con loro in un momento irripetibile, mentre la casa editrice stava vivendo una trasformazione che l\u2019avrebbe portata a diventare da piccolo editore di qualit\u00e0 (tra i primi libri pubblicati, tanto per dirne uno, c\u2019era <em>Infinite Jest<\/em> di David Foster Wallace) a una delle pi\u00f9 interessanti realt\u00e0 del panorama editoriale italiano. Un gruppo di scrittori (Alessandro Baricco, Carlo Lucarelli, Edoardo Nesi, Laura Paolucci e Sandro Veronesi) erano appena diventati soci e come direttrice editoriale arrivava Rosaria Carpinelli, una delle pi\u00f9 grandi professioniste dell\u2019editoria italiana, che era stata alla guida di RCS Libri. In quel periodo ho appreso l\u2019attenzione, quasi maniacale, per ogni aspetto del lavoro editoriale, e la centralit\u00e0 che rivestono gli autori nella vita di una casa editrice. Fandango \u00e8 stata un esperimento unico nella vita culturale italiana: una factory in cui accanto ai film e ai documentari c\u2019era un&#8217;etichetta discografica, una radio, i libri e dove poi sono arrivati i fumetti. Del primo approccio con Coconino, invece, potrei raccontare di una delle prime Lucca a cui ho partecipato. Avevi la sensazione abbastanza precisa, stando con loro, che gli autori che pubblicavano per la casa editrice condividessero molto pi\u00f9 che la comune appartenenza a un marchio editoriale. Un senso di affiatamento molto forte, un comune sentire, che fossero parte di una stessa famiglia.<\/p>\n<p><strong>Hai la possibilit\u00e0 di spiegare che tipo (quantit\u00e0) di lavoro ci sia dietro una pubblicazione editoriale a fumetti. Riesci a sintetizzare i passaggi necessari, la fatica e il lavoro dietro all\u2019uscita di un volume?<br \/>\n<\/strong>Il fumetto \u00e8 un linguaggio solo apparentemente semplice. \u00c8 immediato ma anche estremamente sofisticato, perch\u00e9 combina testo e immagine con possibilit\u00e0 sterminate e risultati espressivi che possono essere diversissimi tra un autore e l\u2019altro. La particolarit\u00e0 nell\u2019occuparsi di fumetti \u00e8 proprio nell\u2019elasticit\u00e0 mentale che richiede anche a chi lavora in casa editrice. Devi essere attento a come viene utilizzata la lingua, al ritmo e alla credibilit\u00e0 dei dialoghi. Devi analizzare le strutture narrative, che a volte possono assomigliare a quelle tipiche della sceneggiatura cinematografica, altre essere imprevedibili come il romanzo o la poesia. E saper leggere le immagini, la cifra stilistica di un autore, analizzare la costruzione di una tavola.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-302712\" src=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/COVER-OK-DEF-DEF-Uomini-ma-straordinari-web.jpg\" alt=\"COVER-OK-DEF-DEF-Uomini-ma-straordinari-web\" width=\"400\" height=\"513\" \/>Nella tua carriera professionale hai avuto contatti con altri editori, autori di fama mondiale, distributori ma anche e soprattutto con il pubblico, grazie alle fiere di settore ed agli incontri di presentazione. Ognuno di questi rapporti ha messo un qualcosa nel tuo bagaglio. Te la senti di raccontare come?<br \/>\n<\/strong>Penso che il lavoro editoriale sia soprattutto una storia fatta di incontri. Ogni libro a cui ho lavorato mi ha arricchito anche personalmente, e quasi sempre ha fatto s\u00ec che si creasse un legame molto forte con chi quelle storie le racconta. Nei miei anni in Fandango ho avuto il piacere di conoscere Roberto Saviano. Leggevo gli articoli incredibili che scriveva per <em>Nazione Indiana<\/em> e gli proposi di venire a trovarci in casa editrice prima che uscisse <em>Gomorra<\/em>. Nonostante il grande successo, forse non c\u2019\u00e8 ancora l\u2019esatta consapevolezza di quanto radicalmente il suo libro abbia smosso la societ\u00e0 italiana. Un altro autore che ho avuto il privilegio di incontrare \u00e8 Gianni Celati, di cui ho curato il cofanetto <em>Cinema all\u2019aperto<\/em> con i suoi documentari. Custodisco i giorni trascorsi con lui tra le cose pi\u00f9 preziose della mia carriera, la lucidit\u00e0 e purezza del suo sguardo, sulle cose del mondo e su quelle dei libri, \u00e8 stata una lezione preziosa. Tra gli autori di fumetti indico due classici. Di Andrea Pazienza ho curato (insieme a Oscar Glioti) l\u2019opera omnia. Nella percezione generale, nell\u2019ambiente del fumetto, si ha spesso l\u2019impressione che di suo sia stato pubblicato fin troppo, ma quando ho iniziato a occuparmene con Fandango se andavi in una qualsiasi libreria era impossibile trovare anche le sue opere pi\u00f9 conosciute. Sono partito da una convinzione precisa: cos\u00ec come di un qualsiasi scrittore fondamentale del Novecento, prendiamo ad esempio Calvino, puoi reperire con facilit\u00e0 ogni libro, la stessa cosa doveva avvenire con Pazienza. Non \u00e8 stato facile riorganizzare con un rigore il pi\u00f9 possibile filologico l\u2019opera di questo autore straordinario, che nella sua carriera (breve ma intensissima, a dispetto della sua scomparsa prematura a 32 anni e della sua fama di artista pigro) ha disseminato creativit\u00e0 in mille rivoli, tra riviste e fanzine. E Guido Buzzelli, su cui ho iniziato a lavorare pi\u00f9 recentemente. Quando abbiamo pubblicato <em>La Trilogia<\/em>, erano davvero in pochi a ricordarlo, eppure \u00e8 un autore imprescindibile. Ritengo sia corretto pensare che tutto un certo tipo di fumetto sia iniziato con lui. Quando voglio evidenziare i passi colossali che ha compiuto questo linguaggio ricordo un aneddoto che mi ha raccontato Grazia De Stefani, moglie e collaboratrice di una vita: quando Guido nel 1967 complet\u00f2 <em>La rivolta dei racchi<\/em>, una storia lunga scritta e pensata da lui, inizi\u00f2 un pellegrinaggio in giro per le redazioni italiane per cercare un editore, ma senza successo. Lo guardavano quasi con sgomento, era impensabile che un autore di fumetti si fosse messo a lavorare su una propria storia, non seriale, senza che ci fosse stato qualcuno a commissionargliela. Tra gli autori contemporanei indico Gipi: \u00e8 uno dei pochissimi artisti in grado si stupire e spiazzare con ogni opera, capace di rischiare sempre, spostandosi da dove aveva lasciato il lettore con il libro precedente verso territori inesplorati.<\/p>\n<p><strong>Ti va di tracciare un rapido bilancio della traiettoria editoriale della Coconino e, soprattutto, come (dove) la vedi nel panorama editoriale (fumettistico) attuale?<br \/>\n<\/strong>La Coconino nasce nel 2000 dall\u2019intuizione di Igort, uno dei pi\u00f9 grandi fumettisti italiani, e di Carlo Barbieri, uomo di cultura innamorato degli autori e delle loro opere che veniva da una lunghissima esperienza nella distribuzione libraria. Ho il rammarico di non averlo mai incontrato, \u00e8 scomparso poco dopo che la Coconino venne acquisita da Fandango, ma ho avuto il piacere di lavorare con sua moglie Paola (che ha retto il timone della casa editrice per diversi anni dopo la sua scomparsa) e di conoscerlo attraverso le parole dei tanti nostri autori che gli erano legatissimi. Quando la Coconino \u00e8 nata sembrava impensabile che potesse esserci spazio in libreria per il fumetto d\u2019autore. N\u00e9 tantomeno che potesse esserci l\u2019attenzione che poi c\u2019\u00e8 stata da parte dei media, delle istituzioni culturali e quindi del pubblico. L\u2019altra intuizione \u00e8 stata quella di rapportarsi ai libri a fumetti con la stessa cura e la stessa professionalit\u00e0 che veniva riservata alla narrativa tradizionale. E quindi quella di far nascere una redazione in cui fossero presenti degli editor, un ufficio stampa dedicato, un\u2019attenzione estrema alla promozione e alla distribuzione dei propri titoli. \u00c8 entusiasmante constatare fino a che punto quella visione si sia realizzata. Ed emoziona pensare a quante possibilit\u00e0 si aprano da qui in avanti per le storie a fumetti.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-302713\" src=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/LMVDM-sovra-Ed2020-2-scaled-1.jpg\" alt=\"LMVDM-sovra-Ed2020-2-scaled\" width=\"400\" height=\"544\" \/>La Coconino, all\u2019inizio della sua storia, ha dovuto fare questo lavoro enorme, quasi solitario, per comunicare e affermare il valore artistico non soltanto delle opere che pubblicava ma del medium stesso, del linguaggio a fumetti. Igort, in un convegno che si \u00e8 tenuto recentemente all\u2019edizione 2021 di <em>Bilbolbul<\/em>, l&#8217;ha definita una vera e propria battaglia per la sopravvivenza del fumetto d\u2019autore in Italia. Finita l\u2019epoca d\u2019oro delle riviste tra anni Settanta e Ottanta, quando un certo tipo di fumetto anche molto sperimentale e raffinato riusciva a incontrare settimanalmente un pubblico di decine di migliaia di lettori, negli anni Novanta le possibilit\u00e0 di pubblicazione per gli autori si erano ridotte drasticamente. Da questo punto di vista Igort &#8211; e io sono d\u2019accordo con lui &#8211; reputa abbastanza sterile la discussione su quanto sia appropriato il termine \u201cgraphic novel\u201d. Coniata da Will Eisner ai tempi di <em>Contratto con Dio<\/em>, \u00e8 stata anche questa definizione a far conoscere un certo tipo di fumetto, facendo scoprire a un pubblico pi\u00f9 ampio questo linguaggio. Nei primi anni di vita della Coconino, quindi, una parte importante delle scelte della casa editrice erano protese al raggiungimento di questa legittimazione culturale: la partecipazione alle fiere non di settore, ad esempio, e ogni aspetto tipografico (ad esempio l\u2019utilizzo di un certo tipo di carta, particolarmente preziosa, sia per gli interni che per le copertine, o il fatto di adottare dei formati particolarmente riconoscibili). \u00c8 andata in questa direzione anche la scelta di far concorrere <em>Unastoria <\/em>di Gipi allo Strega, il pi\u00f9 autorevole premio letterario italiano.<br \/>\nQuando Igort ha lasciato la direzione nel 2017 e al suo posto \u00e8 arrivato uno dei pi\u00f9 talentuosi fumettisti delle ultime generazioni, Ratigher, con un background che addirittura affondava le proprie radici nelle autoproduzioni, in qualche modo quella rivoluzione era gi\u00e0 stata vinta. Tantissime nuove case editrici erano nate e si erano affermate, e anche gli editori pi\u00f9 grandi iniziavano a dare vita a marchi e collane interamente dedicate ai fumetti, permettendo uno sviluppo decisivo dell\u2019editoria a fumetti del nostro Paese. Le pi\u00f9 importanti pagine culturali recensivano con naturalezza le nuove uscite a fumetti. Il pubblico era cresciuto, anche grazie all\u2019esplosione del fenomeno Zerocalcare. Questo mutamento di scenario ha permesso anche un cambiamento di rotta alla casa editrice. Potevamo improvvisamente permetterci di essere pi\u00f9 \u201cleggeri\u201d, per quanto possa esserlo un editore che rimane estremamente raffinato come Coconino, aprirci e osare un po\u2019 di pi\u00f9, nelle forme oltre che nei contenuti dei nostri libri. Ratigher ha dato un impulso decisivo alla voglia di sperimentare, anche cercando dei nuovi segni che fino a quel momento avevamo ospitato soltanto sporadicamente nel nostro catalogo. Il fatto poi che ci fossero molti pi\u00f9 competitor, che lavoravano con grande competenza, ci obbligava a metterci in ascolto con attenzione ancora maggiore verso le novit\u00e0 internazionale, cos\u00ec come nello scouting degli autori italiani. Era necessario che la redazione crescesse e si strutturasse ancora meglio, che diventasse pi\u00f9 orizzontale, accogliendo alcuni dei migliori professionisti del settore.<\/p>\n<p><strong>Dopo molti anni di collaborazione sei ora al timone della Coconino Press. Come ti senti? Che sensazione hai della responsabilit\u00e0 e come ti approcci al lavoro da fare?<br \/>\n<\/strong>Per la prima volta, nella storia della Coconino, alla guida della casa editrice non c\u2019\u00e8 un autore di fumetti. Era un\u2019anomalia, rispetto a quanto accade nella maggior parte delle case editrici italiane, ma era anche una nostra specificit\u00e0. Per questo motivo, per quanto possibile, ho intenzione di mettere ancora pi\u00f9 al centro del progetto gli autori e le loro storie. Mi piace pensare, anzi, che questo specifico cambiamento possa essere interpretato come un ulteriore segno di crescita dell\u2019intero settore. In un periodo in cui quasi non esisteva un\u2019editoria per il fumetto d\u2019autore in Italia, era toccato agli autori stessi rimboccarsi le maniche per permetterne la sopravvivenza e la rinascita. Gli ultimi anni, invece, hanno permesso a tante figure con competenze pi\u00f9 specificamente editoriali di formarsi, e hanno permesso a un autore come Ratigher di poter decidere di tornare a lavorare sui propri fumetti (non vediamo l\u2019ora) anche perch\u00e9 sa che potr\u00e0 trovare una sponda adeguata per la pubblicazione dei suoi prossimi libri.<br \/>\nPoi, in realt\u00e0, nonostante la forte responsabilit\u00e0 che ovviamente sento nell\u2019essere alla guida di una delle pi\u00f9 prestigiose e longeve case editrici di fumetto in Italia, ho potuto accettare l\u2019incarico con una certa spensieratezza dovuta al fatto che lo stesso Ratigher continuer\u00e0 a partecipare alle scelte della casa editrice, e che c\u2019\u00e8 una redazione molto coesa con cui ci confrontiamo e condividiamo tutte le scelte. L\u2019editoria \u00e8 un lavoro meraviglioso perch\u00e9 \u00e8 un lavoro di gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Intervista realizzata via mail nel mese di dicembre 2021<\/em><\/strong><\/p>\n<h2>Giovanni Ferrara<\/h2>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-302707\" src=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Giovanni-Ferrara.jpg\" alt=\"Giovanni Ferrara\" width=\"300\" height=\"300\" \/>Nasce a Castellammare di Stabia nel 1978, si laurea in Storia Contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Bologna e subito dopo frequenta un master in Tecniche della narrazione alla Scuola Holden di Torino. Nel 2004 si trasferisce a Roma, dove vive tuttora, e inizia a lavorare in Fandango, per un brevissimo periodo nello sviluppo progetti cinematografici, poi per la casa editrice Fandango Libri, quindi per Coconino Press, di cui adesso ricopre la carica di direttore editoriale. \u00c8 sposato e ha due figli, di 11 e 13 anni.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo originale pubblicato qui. Dopo una lunga carriera professionale all&#8217;interno della casa editrice, Giovanni Ferrara \u00e8 diventato direttore editoriale di Coconino Press verso la fine del 2021. Insieme a lui ripercorriamo i punti salienti della sua vita professionale, la storia della casa editrice e il futuro che ha davanti a<span class=\"more-link\"><a href=\"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/giovanni-ferrara-e-una-vita-professionale-in-coconino\/\">LEGGI&#8230;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3403,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[71,217],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3401"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3401"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3404,"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3401\/revisions\/3404"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3403"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.occhicone.com\/WordPress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}