Botta e risposta: cosa sarà l’iPad per il Fumetto?

Daniele Barbieri

Docente, critico, saggista
Il suo Blog: Guardare e Leggere

In soldoni, che rapporto hai con la tecnologia?
Il migliore possibile. Sono computer-dipendente e negli anni 90 ho progettato la prima enciclopedia multimediale italiana interamente scritta per il supporto elettronico (Encyclomedia).

Sulla base delle tue conoscenze e di quello che pensi possa succedere pensi che l’Ipad potrà essere ulteriore veicolo di successo per il fumetto o semplicemente un veicolo alternativo?
Non ci credo gran che, al di là del probabile successo iniziale. Il fumetto è nato per sfruttare le possibilità e i limiti di un supporto, che è la carta stampata. Quando lo si porta su monitor (a parte sacrosanti motivi di documentazione, promozione commerciale, risparmio ecc.), non solo lo si consulta a risoluzione minore, con dimensione fissa (ovvero con limiti molto maggiori di quelli della carta), ma si trova a essere confrontato con prodotti che sfruttano molto meglio le possibilità del nuovo supporto (p.e. le animazioni, magari interattive). In altre parole, è come se noi prendessimo dei leoni, che su terraferma se la cavano benissimo, e li mandassimo a vivere nell’acqua, in concorrenza con le creature locali: certo non si può escludere che ce la facciano, però mi pare dura!

L’edizione a fumetti in Ipad azzera i costi di stampa e rende il fumetto fruibile al costo delle competenze di chi lo ha realizzato ed ai costi organizzativi e pubblicitari dell’editore (ed il suo guadagno, ovviamente). Questo potrebbe portare ad un abbattimento di costi per i fruitori, fermo restando che l’utenza dovrà essere dotata di Ipad. E’ solo una visione parziale e ottimistica della faccenda?
Sì: è solo una visione parziale e ottimistica. Già la clausola che si deve possedere l’i-Pad non è da poco. Poi usciranno i cloni, e ci saranno problemi di compatibilità – ma anche di rottura delle protezioni. Il mercato cartaceo si basa sulla difficoltà tecnica della riproduzione. In altre parole, farmi una copia di qualità paragonabile all’originale di una graphic novel o di un comic book mi costerebbe più che comperarlo direttamente. Viceversa, in un mondo informatizzato le copie sono facili, immediate e di identica qualità. Per questo ci vogliono le protezioni – ma le protezioni possono essere infrante. Questo è già successo in passato, e mi aspetto che succeda ancora. Se le cose stanno così, l’edizione elettronica dei fumetti azzera i costi di stampa ma limita enormemente anche i guadagni. Tutti hanno fretta di entrare nel mercato adesso, perché la prima fase sarà sicuramente di crescita, e il problema della copia abusiva non c’è o è marginale. Ma dopo?

Paolo Gallinari

Presidente Anafi
Il sito Anafi

In soldoni, che rapporto hai con la tecnologia?
Sono un tardotecnocrate, ho cominciato ad usare il computer solo nel 1997, a quasi 40 anni, ma da allora non l’ho più mollato.

Sulla base delle tue conoscenze e di quello che pensi possa succedere pensi che l’Ipad potrà essere ulteriore veicolo di successo per il fumetto o semplicemente un veicolo alternativo?
Personalmente, pur non essendo centenario, ho già assistito nella mia vita a invenzioni epocali che avrebbero dovuto rendere obsolete e inutili le nostre abitudini sociali: leggere libri, andare al cinema, incontrarsi, in realtà non sono state sostituite dagli e-books, dal VHS dal DVD o dall’home theatre e dal social networking. Ritengo che neanche l’Ipad cambierà granché: se i fumetti sono poco letti, continueranno ad essere poco letti anche sull’Ipad. Leggere è un’abitudine antica, che comporta la cultura del leggere: chi non legge un libro, non leggerà neanche l’Ipad.

L’edizione a fumetti in Ipad azzera i costi di stampa e rende il fumetto fruibile al costo delle competenze di chi lo ha realizzato ed ai costi organizzativi e pubblicitari dell’editore (ed il suo guadagno, ovviamente). Questo potrebbe portare ad un abbattimento di costi per i fruitori, fermo restando che l’utenza dovrà essere dotata di Ipad. E’ solo una visione parziale e ottimistica della faccenda?
Quanto detto sopra, vale ancora di più per i fumetti, con una ulteriore penalizzazione: chi ama i fumetti, ama la carta. Ci siamo mai chiesti perché i fumetti distribuiti gratis on line in formato pdf non hanno mai decollato? E perché invece dovrebbero decollare con l’iPad? Trovo che invece potrebbe essere interessante recuperare con l’iPad produzioni a fumetti del passato (più o meno recente), non più ristampate proprio per problemi di costi in relazione al numero esiguo di appassionati disponibili ad acquistarli.

Michele Ginevra 

Direttore CFAP
Il suo Blog / Il sito CFAP

In soldoni, che rapporto hai con la tecnologia?
Mi piace e cerco di impararla tutti i giorni. È notevole il divario che già c’è con mio fratello che ha solo tre anni meno di me. Molte cose richiedono però un tempo crescente e questo non mi piace. Mi chiedo se stiamo veramente migliorando il nostro quotidiano, di cui comunque fa irrimediabilmente parte.

Sulla base delle tue conoscenze e di quello che pensi possa succedere pensi che l’iPad potrà essere ulteriore veicolo di successo per il fumetto o semplicemente un veicolo alternativo?
Penso che in questo momento l’iPad sia per il fumetto una risorsa promozionale. Se ci sei, vuol dire che sei avanti, sei importante. Forse è la prima piattaforma in grado di riprodurre decentemente l’esistente. Ma secondo me la vera scommessa sarà vedere nuovi tipi di opere prodotte apposta. Poi c’è il discorso della fruizione. Finché a scuola, in famiglia, usiamo il mezzo cartaceo, cioè siamo educati al suo utilizzo, a girare le pagine, il fumetto cartaceo ci sarà. Anche perché non ha bisogno di energia per essere fruito, ma solo di abitudine. Quindi sarà un mercato complementare ed esclusivo solo per opere di nuova concezione. I miei bambini usano con disinvoltura libri, dvd e telefonino, fotocamera. Penso che cercheranno cose che gli piacciono su schermo e l’iPad mi tenta, ovviamente. Lo porto in casa, o no?

L’edizione a fumetti in Ipad azzera i costi di stampa e rende il fumetto fruibile al costo delle competenze di chi lo ha realizzato ed ai costi organizzativi e pubblicitari dell’editore (ed il suo guadagno, ovviamente). Questo potrebbe portare ad un abbattimento di costi per i fruitori, fermo restando che l’utenza dovrà essere dotata di Ipad. E’ solo una visione parziale e ottimistica della faccenda?
Non lo so. Non mi convince l’impianto di queste tre domande, anche se sto al gioco e rispondo. Per farmi un’idea devo vedere come si fruiscono. Ho ancora una mia personale incertezza a definire fumetto anche ciò che non è su carta. Penso che il tipo di lettura “a tre dimensioni”, tipica del giornalino, del libro e della rivista sia intrinsecamente diverso dallo schermo. Pensiamo, per chi se lo ricorda, a Supergulp, dove le vignette erano rimontate per una fruizione televisiva con testi recitati da voci fuori campo. Quelli non erano fumetti… Ora noi possiamo sfogliare fumetti su uno schermo, finalmente con un’ottima definizione. Di conseguenza il discorso sui costi è un falso problema. Ok, posso risparmiare sulla stampa, ma poi come rientro delle altre spese che comunque possono esserci, come sede, redazione, promozione e autori? Cioè come incasso in base alle letture registrate? Temo che per ora il prodotto sia remunerativo solo per chi gestisce i personaggi più famosi. Infatti la Marvel c’è e, penso, a ragion veduta, perché possiede personaggi/valori che stanno contemporaneamente su più piattaforme. E si rivolga ad un target digitalmente abile. Nel momento in cui ti prende da Iron Man film, ti vai a cercare tutto, dalla maglietta alla colonna sonora, dal fumetto cartaceo a quello digitale su Ipad. Ma se non sei presente nell’immaginario collettivo del momento, dubito che possano esserci risultati significativi. Almeno per ora.

Marco Marcello Lupoi

Direttore Editoriale Panini Comics
Il suo Blog su Nova100

Al di fuori delle tue attività editoriali hai recentemente avuto i tuoi (ulteriori) 5 minuti di celebrità grazie al tuo account Twitter ed al numero incredibile di 120.000 contatti sul tuo account. Che rapporto hai con la tecnologia?
Beh, sono della generazione nata analogica ma che sì è subito buttata sulle nuove tecnologie. La laurea in matematica poi non mi ha di certo ostacolato. Diciamo però che non sono un early adapter: ho aspettato un paio di anni per l’iphone, un paio di anni per l’iPod, e aspetterò un poco per l’iPad. Non voglio mai prendere la versione 1.0 di una macchina, dato che di solito entro un anno o poco più esce sempre la versione 2.0 molto migliorata.

Sulla base delle tue conoscenze e di quello che pensi possa succedere pensi che l’Ipad potrà essere ulteriore veicolo di successo per il fumetto o semplicemente un veicolo alternativo?
Credo che nessuno lo sappia. Certo, è bello leggere fumetti sull’iPad, magari pagandoli pochi centesimi, ma chi comprerebbe per 2.99 USD un albo su iPad quando per lo stesso prezzo può avere la versione cartacea? Lo vedo come uno strumento ulteriore, per un po’ non credo che i fumetti digitali rimpiazzeranno quelli cartacei.

L’edizione a fumetti in Ipad azzera i costi di stampa e rende il fumetto fruibile al costo delle competenze di chi lo ha realizzato ed ai costi organizzativi e pubblicitari dell’editore (ed il suo guadagno, ovviamente). Questo potrebbe portare ad un abbattimento di costi per i fruitori, fermo restando che l’utenza dovrà essere dotata di Ipad. E’ solo una visione parziale e ottimistica della faccenda?
E’ una visione assolutamente irrealistica.  Mancano i costi di carta e stampa, ma ci sono quelli dell’adattamento digitale, e quelli di marketing, della piattaforma, etc.

 

Harry Naybors

Critico
Il suo Blog Harry dice…

In soldoni, che rapporto hai con la tecnologia?
Ciao Davide. Mi chiedi del mio rapporto con la tecnologia e di cosa penso dell’Ipad. Mi chiedi di “leggere le carte”. Non lo so fare! La tecnologia la uso da profano. Con alcune difficoltà e, non ho vergogna ad ammetterlo, senza alcuna passione particolare. L’uscita di un nuovo prodotto Apple non mi produce nessuna reazione emotiva. Ho un blog, ma i blog sono fatti per persone con il livello più basso di alfabetizzazione informatica. E questo ne spiega il successo. Di Ipad so che, essendo il nuovo prodotto Apple, sta godendo e godrà di un immediato riscontro di fanatici, estatici e sostenitori. È la forza di Apple, è la forza di vendere idee e simboli insieme a prodotti. Ma Ipad è la punta di un iceberg che riguarda la digitalizzazione dell’esperienza audiovisiva portata avanti di un nuovo passo.

Sulla base delle tue conoscenze e di quello che pensi possa succedere pensi che l’iPad potrà essere ulteriore veicolo di successo per il fumetto o semplicemente un veicolo alternativo?
Il fumetto? Sul piano strutturale del mercato, l’effetto potenzialmente più interessante riguarda la distribuzione. I rivenditori hanno ragione a discuterne. Saltare la filiera della distribuzione è uno dei contributi più importanti delle nuove tecnologie. Ciò non vuol dire solo risparmio di soldi (o, specularmente, riduzione di costi) ma anche diffusione, allargamento del potenziale distributivo di un prodotto. La scena italiana indipendente, quella dei piccoli numeri, da anni deve allargare il suo sguardo all’Europa e al mondo. I Canicola lo hanno fatto, per esempio, pubblicando una rivista dal respiro internazionale con testi in italiano e traduzioni in inglese. Una stampa, due prodotti contemporaneamente allargando di molto i confini distributivi. Immagina quale diffusione maggiore può avere lo stesso prodotto in formato elettronico. Non più stampa, ma più versioni digitali, in diverse lingue a diffusione planetaria. Questo non elimina il problema della comunicazione, ovvero della pubblicità e della conoscenza di un’opera. Ma le potenzialità, sotto questo aspetto, sono molte.
Sul piano artistico, le carte da giocare sono ancora di più. Produrre fumetti per Ipad (e simili) può voler dire rimettere ulteriormente in discussione i formati e la struttura della narrazione (e quindi il concetto stesso di storytelling), Molto si è già visto con internet. Molto si potrà vedere.

L’edizione a fumetti in Ipad azzera i costi di stampa e rende il fumetto fruibile al costo delle competenze di chi lo ha realizzato ed ai costi organizzativi e pubblicitari dell’editore (ed il suo guadagno, ovviamente). Questo potrebbe portare ad un abbattimento di costi per i fruitori, fermo restando che l’utenza dovrà essere dotata di Ipad. E’ solo una visione parziale e ottimistica della faccenda?
Ma la vera scommessa è un’altra. Il fumetto virtuale può interessare di più, diffondersi di più, di quello cartaceo? Il sistema distributivo attuale è un limite alla diffusione del fumetto? Le case editrici dovranno mutare approccio e forma per produrre e far conoscere i loro prodotti? Gli autori di fumetti dovranno sempre più giocare con la loro immagine virtuale?
C’è una domanda psicologica che mi interessa. Ipad e compagnia sapranno cambiare davvero le abitudini di lettura dei lettori? Cresceranno lettori “virtuali” parallelamente a quelli “tradizionali”, oppure vi sarà una conversione dei secondi nei primi? O vi sarà promiscuità di comportamenti? Vedo in metropolitana persone che leggono romanzi con Iphone, ed è tutto un girare pagina. Un mal di testa! Però, però potenzialmente potrebbero avere un’intera libreria contenuta in un piccolo oggetto tascabile.
In ogni caso, di fondo, non credo che la fruizione virtuale possa realmente mutare la percezione di cosa sia un fumetto, di quale valore culturale possa avere, del potenziale espressivo che ha. O forse, la virata virtuale potrebbe rimettere in discussione l’oggetto fumetto, così ancorato a idee sterili e contrapposte (e spesso ideologiche): il bonellide, la graphic novel, il manga, il giornaletto… forse si avrà una perdita di identità delle “forme fumetto” alle quali siamo abituati. E questo può essere bene, può essere male. Una forma di comunicazione ibrida come il fumetto, già così poco compresa dalle persone, potrebbe sopravvivere a una perdita di identità? Potrebbe integrarsi attraverso nuove idee-forma, e, sul piano esperenziale, a nuove modalità di fruizione?Mi spiace, ho posto più domande che risposte. Fa parte del mio carattere. Approfondimenti più competenti dei miei non mancheranno in rete, ne sono certo.

Andrea Plazzi

Traduttore, critico, editor
Il suo Blog

In soldoni, che rapporto hai con la tecnologia?
Normale. Vaccinato contro gli eccessi da precedenti vite professionali tecnico-scientifiche, lontano da diffidenze luddiste. Mi considero un pragmatico che non ha fretta (“che si consolidi, poi vediamo”).

Sulla base delle tue conoscenze e di quello che pensi possa succedere pensi che l’Ipad potrà essere ulteriore veicolo di successo per il fumetto o semplicemente un veicolo alternativo?

Per il mio atteggiamento di cui sopra, mi sto prendendo tutto il tempo necessario per farmi un’opinione ponderata, che può tardare ancora un po’, non c’è fretta. Forse è un altro modo per dire che è troppo presto per capire che direzione prenderanno gli eventuali “nuovi comics”. Se non suonasse un po’ paternalista direi che capisco gli entusiasmi, che guardo con simpatia, e non amo lo scetticismo a priori (“non c’è niente come la carta stampata”). Ma forse suona un po’ troppo paternalista.

L’edizione a fumetti in Ipad azzera i costi di stampa e rende il fumetto fruibile al costo delle competenze di chi lo ha realizzato ed ai costi organizzativi e pubblicitari dell’editore (ed il suo guadagno, ovviamente). Questo potrebbe portare ad un abbattimento di costi per i fruitori, fermo restando che l’utenza dovrà essere dotata di Ipad. E’ solo una visione parziale e ottimistica della faccenda?
Sicuramente, e non necessariamente falsa. La chiave di volta sarà in generale la sorte dell’iPad, che a quanto pare dipenderà da tutti gli altri fattori in gioco (cioè servizi e applicazioni che renderà disponibili): avrà una diffusione di massa come (ma anche di più) dei cugini iPod/iPhone/etc. che l’hanno preceduto o resterà in una sofisticata, grossa nicchia? E si affermerà la piattaforma o (tornando all’editoria) un qualche formato condivisibile da tutti i futuri tablet in arrivo? Nescio…

 Matteo Stefanelli

Docente, critico
Il suo Blog Fumettologicamente

In soldoni, che rapporto hai con la tecnologia?
Dal punto di vista dell’uso non sono mai stato quel che si dice un early adopter, né uno smanettone. E sono piuttosto computer-centrico e poco video-giocatore (niente consoles, odio i navigatori, non mi sono ancora deciso a prendere uno smartphone). Però l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione mi interessano molto, sia come operatore che come studioso, per le soluzioni – e le nuove sfide – che offrono ad antichi bisogni: creare, organizzare, consumare, costruire relazioni tra persone. Nel fumetto, in particolare, credo che la transizione al digitale stia generando un’onda d’urto potente e salutare, in grado soprattutto di scardinare alcune idee e politiche: una storica rigidità distributiva, una bassa visibilità sociale, e una relazione più articolata con la diversità dei pubblici. Per seguire questa fase, e per varie (e contraddittorie) ragioni, ho deciso di prendere un iPad. Vedremo come andrà la mia prima esperienza da early adopter… Ah: ho seri problemi con una vecchia tecnologia: il fax 😉

Sulla base delle tue conoscenze e di quello che pensi possa succedere pensi che l’Ipad potrà essere ulteriore veicolo di successo per il fumetto o semplicemente un veicolo alternativo?
Messa così, propendo per la seconda. iPad non sarà altro che una delle diverse piattaforme digitali su cui si leggeranno e venderanno fumetti. Magari più usabile di un cellulare, ma pur sempre un semplice canale distributivo fra i tanti. Non credo, per dirla brutalmente, che iPad potrà aspirare facilmente a una quota a due cifre del mercato (fatturato) del fumetto nemmeno nell’arco di una generazione, perché la “materia” da cui dipende la “tecnologia” del fumetto si basa sul concetto di pagina (anzi: pagine, al plurale), che appartiene alla carta. Il che non significa che non ci sarà una erosione del “fumetto cartaceo”. Ma questa sarà selettiva, e relativa a specifiche forme e modalità di design dell’immagine che non sono troppo radicate nel concetto di “pagine”: penso alla crisi delle strips su quotidiani e periodici, e al loro boom online e su cellulari; e penso anche al “ritorno degli one-pagers“, ovvero le brevi storie di una pagina (ricordate le antiche sunday pages?) il cui equivalente oggi sono fumetti che potremmo chiamare one-screener (storie che si leggono in una schermata). Inoltre penso anche alle diverse adattabilità di alcuni “format” (esempio: il manga) rispetto ad altri (il fumetto seriale francese, in formato album, dubito che troverà mai un vero mercato nel mondo iPad e simili).

L’edizione a fumetti in Ipad azzera i costi di stampa e rende il fumetto fruibile al costo delle competenze di chi lo ha realizzato ed ai costi organizzativi e pubblicitari dell’editore (ed il suo guadagno, ovviamente). Questo potrebbe portare ad un abbattimento di costi per i fruitori, fermo restando che l’utenza dovrà essere dotata di Ipad. E’ solo una visione parziale e ottimistica della faccenda?
La barriera d’ingresso per il consumatore si abbasserà rapidamente, mano a mano che iPad o anche i vari ebook reader evolveranno e scenderanno di prezzo. Resta vero anche il fatto che la disintermediazione tipica delle Rete è una condizione che potrà aiutare molti (autori, piccoli editori) ad aggirare una serie di costi fissi legati alle strutture della produzione ‘cartaceà e della costosissima logistica “fisica”. Però occhio a fare i conti senza l’oste… Per incontrare il pubblico si dovrà scendere a patti con chi saprà sviluppare le soluzioni tecnologiche migliori (i packager: penso al ‘dominio’ di ComiXology in USA) e soprattutto con chi il pubblico lo “avrà”, ovvero i detentori delle piattaforme di distribuzione e retail digitale. Oggi Apple/iTunes, domani chissà. Dunque gli intermediari non scompariranno mai del tutto, e resteranno strategici soprattutto per chi vorrà cercare grandi volumi di pubblico.

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