Le Paranoiæ di Giulio Rincione

paranoiae coverIl fumetto è uno strumento narrativo davvero duttile, che permette agli  autori di rivolgersi al pubblico in un molti modi diversi: non solo utilizzando tecniche di disegno diverse – dalla colorazione ad acquerello al disegno a penna, da una graphic novel generata al computer ad una a matita – ma anche declinando la narrazione nei generi più disparati possibili.

Sono sempre fumetti, coerenti con tutti i parametri per definirli tali.
Magari brutti, sciatti, leggeri ma comunque fumetti.

Da questo punto di vista il catalogo editoriale della casa editrice Shockdom sta diventando decisamente onnicomprensivo, e a fronte di una smisurata proposta di autori esordienti su temi e scenari decisamente leggeri o alla proposta di prodotti come quelli gestiti da Sio decisamente nonsense e ironici ci imbattiamo con enorme piacere in un albo come Paranoiæ di Giulio Rincione.

Artista fattosi notare con il collettivo Pee Show, il siciliano Rincione aveva (, alla pubblicazione di questo volume,) al suo attivo già una collaborazione con la casa editrice di Lucio Staiano proprio su testi dello stesso direttore, con i due numeri della serie Noumeno, vero e proprio debutto (e che debutto) nel mondo del professionismo.

Separandosi dagli autori per i quali aveva realizzato due splendidi albi Rincione conferma quanto di buono fatto in precedenza, aggiungendovi inoltre uno script perfettamente in linea con le sue caratteristiche artistiche. Il volume, uscito in occasione della Lucca novembrina dello scorso anno, è un brossurato di 160 pagine a colori con discreta grammatura di foglio (formato 18×28) e con una resa dei colori e dei disegni decisamente ottimale.

Abituatosi nelle storie di Noumeno a districare il suo disegno fra realtà così come la vediamo e altra realtà (quale delle due sia quella vera poi… resta decisione del lettore), Rincione non rinuncia a metterci in difficoltà imbastendo una storia sempre a cavallo tra verosimile e sogno e lasciandoci palesemente in difficoltà in chiusura del volume.

paranoiae vertIl fumetto parte subito affrontando i diversi piani narrativi imbastiti dagli autori. Alan, il protagonista, è un ragazzo in difficoltà che cerca da un lato di risolvere i suoi problemi di relazione con gli altri e dall’altro (soprattutto) gli attacchi di panico che si manifestano improvvisamente e che vengono resi graficamente in maniera molto suggestiva con la presenza di mostri con tentacoli, stratagemma sovente utilizzato per dipingere le paure e il male.
L’aiuto che riceve, quello del Dottor Bau, in una tranquilla (inizialmente) seduta di psicanalisi all’aperto, in splendidi paesaggi collinari e poi balneari, potrebbe portare alla soluzione del problema.

Nel racconto si incrociano i vari livelli per giungere ad una soluzione finale dove la fuga dall’incubo e dal male è fisicamente reale e si manifesta con il raggiungimento di una spiaggia, dove Alan finalmente si ricongiungerà con la sua amata Emily. In tutto questo si incastra un altro filone narrativo che vede come protagonista Testa di Patata: tranquillo personaggio in una vita ancora più tranquilla e di routine.

Fra i vari tipi di fumetti di cui parlavo prima, infatti, sovente si ha la fortuna di incappare in alcuni che piuttosto che raccontare (solo), descrivere (solo) o essere i vettori di un messaggio da parte degli autori semplicemente emozionano. Alla chiusura di questo, come di altri libri (chiamiamoli anche graphic novel volendo) a fumetti, la sensazione che ci pervade è quella di essere stati portati in giro su una splendida carrozza a visitare un giardino (l’immaginario dell’autore) senza doverci preoccupare del giro fatto dalla carrozza. Non è il tempo non è la trama non è lo script che lascia qualcosa dentro: è la somma di emozioni date dagli avvenimenti raccontati e (questa è una personale debolezza) dalla strepitosa qualità e ispirazione dei disegni.

Tra viaggi onirici, patate antropomorfe, spiagge assolate e città invivibili il racconto della storia di Alan e del suo cercare, capire, perdersi è un trip onirico veloce e dettagliato.

paranoiae 1

La qualità del disegno, come detto, conferma in Rincione un autore decisamente già maturo, in grado di fornire anche prove voluminose come Paranoiae con una omogeneità qualitativa importante.

Senza voler scomodare quelli che sono i suoi riferimenti pittorici (McKean o Sienkiewicz) quel che piace delle sue tavole e il non voler eccedere mai nella ricerca o nella particolarità fine a se stessa; non c’è mai un eccesso, si prediligono il racconto e la leggibilità pur strizzando di continuo l’occhio agli autori sopra indicati con graffi, inserti e sovrapposizioni. Un volume che parla di mancanze, di difficoltà, di handicap più o meno reali e, in fondo, anche del deficit di comunicazione che viviamo nei nostri tempi.

Senza scomodare i nomi illustri con curriculum decennali del fumetto italiano e senza voler rischiare l’apologia ce la sentiamo di suggerirvi la lettura di questo volume: sembra essere in grado, infatti, se non di convincere al cento per cento, sicuramente di emozionare. Che non è poco.

Abbiamo parlato di:
Paranoiæ
Giulio Rincione
Shockdom, ottobre 2015
160 pagine, brossurato, colori – 20,00 €
ISBN: 9788896275740

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