Tunué Temporary shop, il fumetto esce in strada

Tunué temporary shop è stata una iniziativa della casa editrice romana svoltasi dal 1 luglio al 16 luglio 2011, a Latina; ogni giorno un appuntamento con la casa editrice, i suoi fumetti, i suoi autori e le sue iniziative. Un negozio “a termine” per uscire fuori dai propri uffici e andare in mezzo ai lettori non solo durante le fiere di settore.

Abbiamo contattato Emanuele Di Giorgi, socio fondatore e amministratore di Tunué, per approfondire questa nuova esperienza.

Cos’è statp, per cominciare, Tunué Temporary shop?
L’idea del Tunué temporary shop è nata dall’esigenza di uno spazio aperto di condivisione. Così come da sempre invitiamo i graphic novel a «uscire dai corner» , per dare potere alle storie, racconti di vita quotidiana in cui fosse facile perdersi e immedesimarsi, così abbiamo voluto aprire ancora una volta il mondo Tunué a tutti quelli che vogliono entrare nell’immaginario che amiamo e ci fa sognare.
La formula è stata quella di un mix creativo e potente: fumetti, libri, design, musica, degustazioni, innovazione. Locali in pieno centro, aperto da metà mattino fino a notte fonda, e sopratutto eventi ed appuntamenti ogni giorno, dal 1 al 16 luglio 2011.

Come, da cosa e perché è nato questo evento? Quali obiettivi vi siete posti?
Il primo obiettivo è stato certamente la visibilità, verso un pubblico più ampio dei quello che già è affezionato al fumetto. Ampliare la base vendita dei libri a nuovi lettori, ma anche muoversi fuori dagli schemi, incontrando nuovi partner commerciali, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.

Temporary shop rappresenta anche una forma di evento. Come avete organizzato il vostro “negozio” e quale sensazione avete voluto trasmettere ai visitatori?
Come anticipavamo prima il nostro è stato non un semplice negozio ma uno spazio da vivere. Un luogo di aggregazione che potesse fornire stimoli, un nuovo format da sperimentare insieme al pubblico. Abbiamo voluto coinvolgere altre realtà commerciali che condividessero la nostra visione del mondo in un progetto che riunisse le persone per affinità, passioni e attitudini, inclinazioni e interessi
Un temporary shop infatti è uno spazio modulabile ed in continua evoluzione, che cambia volto a seconda di chi lo abita. In questo senso ci è sembrato naturale coinvolgere altre realtà che si adoperano sul territorio con il nostro stesso spirito. Abbiamo quindi iniziato una ricerca di partner e soci che oggi ringraziamo, perché hanno reso il Tunué temporary shop un luogo ancora più bello e creativo, un’esperienza straordinaria e ricercata.
Così potevi passare per un aperitivo, leggere un libro, rilassarti dal parrucchiere o guardare una mostra. Ci interessava la possibilità di creare qualcosa di nuovo, di regalare nuove sensazioni, sorprendere le persone, respirare un’aria cosmopolita.

Quella dei “negozi a tempo” è una pratica di marketing che solo recentemente è stata importata in Italia. Quanto possono influenzare la popolarità di un editore questo genere di iniziative?
Sicuramente questa esperienza ha portato un vantaggio, ci ha fatto conoscere ad un pubblico diverso dal solito. Ad esempio guardando i numeri durante le due settimane del temporary sono raddoppiate le visite al nostro sito e ai nostro social. Certamente l’influenza nel tempo sarà da valutare ma è comunque un’esperienza forte.

Temporary shop è anche sinonimo della fluidità del mercato che diviene momentaneo, transitorio. Come si colloca questa esperienza all’interno del mercato fumettistico odierno?
Di certo siamo ad un un punto di rottura, il mondo del fumetto vive un momento di cambiamento. Nuove sinergie per una migliore diffusione dei titoli, un vantaggio per le case editrici e per gli autori, che vanno ad aggiungersi ai canali giù esistenti.

Quanto è importante la promozione del prodotto e, soprattutto, perché pare si faccia così poco invece, nel fumetto in particolare, ma nel mondo culturale in generale?
La promozione è fondamentale, è importantissimo l’investimento economico e soprattutto di idee in questo senso. Noi abbiamo consolidato negli anni un’esperienza che ci vede fortemente presenti tra fiere, eventi e incontri.

Questa iniziativa è intesa come un unicum o verrà riproposta in seguito, magari in altri luoghi?
Sicuramente il format ha funzionato, stiamo studiando altre situazioni per riproporlo.

Credete che abbia senso proporla anche in altre vesti, magari in comune con altri editori, o operatori?
Potenzialmente si, l’importante è mantenere lo spirito dell’iniziativa, che si fonda sull’affinità di idee tra i partecipanti. Non un mercatino intorno alla vendita dunque ma un’operazione intorno all’esperienza offerta al pubblico.

Oltre che per Tunué, sono iniziative che potrebbero aiutare nel piccolo il mercato del fumetto in generale?
L’obiettivo alla base di questa scelta è l’allargamento della base dei lettori, come dicevamo prima, ad un pubblico eterogeneo. In quest’ottica sicuramente tutto il fumetto ne guadagna.

Piuttosto che chiudersi in librerie e palazzetti sono forse eventi come questo, dove il fumetto entra nei centri storici, nelle città, verso la gente, la strada per creare migliori aggregazioni di persone interessate al media tali da coinvolgerne anche di nuove?
Certo, questo tipo di iniziative sono importanti, ma resta il fatto che le fiere di settore restano un punto fermo per la promozione del fumetto. Detto questo ogni iniziativa che aumenta il numero di lettori premia il settore.

Vista ormai la vostra non lunghissima ma di certo intensa esperienza, la vostra costante e massiccia presenza alle manifestazioni fumettistiche, che cosa avete “imparato” in termini di rapporto con il pubblico e attenzione ai partecipanti alle fiere?
Le fiere sono il luogo in cui conosci le persone, vivi il rapporto diretto con i lettori e con gli altri operatori. Riceviamo consigli e opinioni, sul prodotto in sè e sulle opere. Il dialogo e lo scambio sono essenziali.

Riferimenti:
Tunué, editori dell’immaginario: www.tunue.com

 

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